Paradigmi e stili di pensiero. Spunti su umanesimo e cultura giuridica a partire dalla biblioteca professionale del notaio bolognese Albizzo Duglioli (1504)
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2240-3604/25994Parole chiave:
Umanesimo, Umanesimo giuridico, Bologna, Scolastica, Cultura giuridicaAbstract
I testi giuridici di Albizzo Duglioli, creato notaio nel 1451 e morto probabilmente nell’anno 1500, offrono un esempio di quella che poteva essere la biblioteca d’uso, i ferri del mestiere, di un notaio bolognese di epoca bentivolesca. Essi si prestano bene a fornire lo spunto per qualche più estesa riflessione sulla cultura rinascimentale bolognese e sulla pervasività del concetto di umanesimo, specialmente in ambito giuridico. Da un lato, il cosiddetto umanesimo giuridico, anche nei suoi prodromi, è fenomeno non del Quattrocento, ma più tardo, del pieno Cinquecento, e marginale nel complesso della produzione giuridica, specialmente italiana. Dall’altro, i generi letterari del consilium e del commento, tipici della giurisprudenza scolastica, fiorirono proprio in corrispondenza della nascita e dello sviluppo dell’umanesimo italiano. La polemica nei confronti della cultura giuridica non è quindi implicita nella cultura umanistica. Ambedue rappresentano stili di pensiero diversi all’interno di un comune ecosistema culturale.
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